TUFFI
Le ginocchia sono piegate a 140°.
L'ombelico perpendicolare ai piedi, stando inclinati in avanti.
Le braccia sono tese indietro,con palmi in alto vicino alle anche e testa bassa.
Al via spingersi in avanti con i piedi e le braccia. Quest'ultime si possono muovere in due modi: 1) Avanti, dietro, avanti. 2) Solo in avanti.
Progressione didattica:
1) Da seduti, con le braccia avanti e la testa dentro esse (una mano
sopra l'altra). Spingersi dal muro.
2) In piedi a metà tenendo un ginocchio sul bordo insieme al
piede dell'altra gamba. Le braccia sono avanti. Sbilanciarsi in avanti
mettendosi sulle punte del piede appoggiato al bordo; quando si sta
perdendo l'equilibrio, allungare la gamba, per poi distenderle insieme
(successivamente accentuare la spinta). Fare attenzione a: entrare
bene di testa, sollevando un po' le gambe (dritte).
3) In piedi con tutti e due i piedi sul bordo.
4) Tecnica completa fra quelle precedentemente elencate. Oggi si usano
in particolare il Track e Grab Start.
Errori più frequenti: piedi troppo distanti, gambe poco piegate,
testa alta, tuffo troppo piatto o profondo.
PARTENZE
Prima del via, piegare le braccia portando il busto vicino al blocco e il naso vicino alle mani.
Al via, slanciarsi indietro, arcuando la schiena e portando le braccia e la testa indietro (i piedi sono l'ultima parte del corpo che entra in acqua; le dita delle mani, la prima). Le braccia si slanciano lateralmente e non verso l'alto.
Progressione didattica:
1) Spingersi inarcando bene la schiena: provare a passare sopra un tubo
galleggiante.
2) Provare, provare, provare...
Anche la partenza delle staffette è cambiata: i vecchi giudici di gara, incaricati di individuare eventuali "partenze anticipate" (il nuotatore che si stacca dal blocco prima che il compagno in acqua abbia toccato la piastra d'arrivo), sono oggi affiancati da sistemi automatici di sensori di pressione installati sui blocchi di partenza, che rilevano con precisione l'istante esatto in cui i piedi lasciano la pedana e lo confrontano con l'istante del tocco in acqua del compagno di squadra.
VIRATE
Si può toccare con qualsiasi
parte del corpo.
Si effettua l'ultima bracciata a circa 2 bracciate dal bordo.
Terminata la bracciata si abbassa la testa e si piegano le gambe.
Si piegano poi i fianchi incurvando la parte superiore del corpo, fino
a trovarsi con le gambe parallele all'acqua (si facilita il movimento
spingendo in su con le braccia).
Ruotare di 360° . Quando gli occhi sono in alto, piegare le ginocchia
portando i piedi fuori dall'acqua.
Prima della spinta, girare il mento verso una spalla.
Spingere (le spalle sono perpendicolari) portando le mani sopra la testa.
Mettersi dritti, girandosi infine in posizione Crawl.
Muovere le gambe.
Uscire dall'acqua alla fine della
fase di spinta di un braccio.
E' utile contare le bracciate visto
che non si vede dietro.
L'ultima bracciata è lunga, con il braccio teso e testa indietro.
La mano poi prende il bordo (con gomito alto) e si inizia a piegare
le gambe.
Il gomito si piega fino a 90°.
Il mento è vicino al petto; le anche ruotano verso il bordo,
con le ginocchia piegate sullo stomaco.
Bisogna guidare il corpo verso il muro con i piedi fuori dall'acqua.
Prima di spingere: testa in alto, braccia piegate con palmi delle mani
in alto, vicine alle orecchie.
Spinta da una posizione profonda, portando le braccia tese in avanti.
Muovere le gambe (a Dorso
o Delfino).
Uscire dall'acqua alla fine della
fase di spinta di un braccio.
Effettuare una capriola completa in avanti.
Spingersi dal bordo, rimanendo a pancia in su, portando le braccia tese in avanti.
Muovere le gambe.
Uscire dall'acqua alla fine della fase di spinta di un braccio.
La testa è bassa e l'ultima bracciata è lunga.
Si tocca con le mani e si piegano i gomiti e le ginocchia (il corpo nel frattempo avanza).
Una mano si stacca, va in avanti sott'acqua e i piedi vanno verso il bordo con le gambe piegate (alcuni in questa prima parte tengono i piedi incrociati).
Si spinge con i piedi e l'altro braccio va avanti ma fuori dall'acqua (con la testa che prima guarda indietro e poi in avanti).
La virata a Rana è più in profondità rispetto a quella a Delfino.
Dopo la virata a Rana segue una bracciata completa simile a quella della Rana normale, un recupero di braccia con conseguente gambata Rana (ved. Rana subacquea).
Mettersi a pancia in su leggermente su un fianco, spingere con i piedi, portando le braccia vicine alla testa. Ricordarsi di staccare un braccio alla volta.
Muovere le gambe.
Uscire dall'acqua alla fine della fase di spinta di un braccio.
Le ginocchia si piegano e usando la mano destra come leva, si fa una capriola all'indietro.
Terminata la capriola ci si spinge con i piedi (trovandoci, infatti, a pancia in giù).
Dopo la virata a Rana segue una bracciata completa simile a quella della Rana normale, un recupero di braccia con conseguente gambata Rana (ved. Rana subacquea).
Dopo la virata a Rana segue una bracciata completa simile a quella della Rana normale, un recupero di braccia con conseguente gambata Rana (ved. Rana subacquea).
Muovere le gambe.
Uscire dall'acqua alla fine della fase di spinta di un braccio.
Progressione didattica per imparare le virate Crawl
e Dorso rovesciata:
1) Fare la capriola: da una posizione distesa a pancia in giù,
abbassare la testa verso le ginocchia e piegarsi all'altezza della vita.
Eseguire una veloce capriola, con ginocchia piegate, aiutandosi con
le braccia.
2) Nuotare a Crawl ed eseguire la capriola,
spingendo indietro con un solo braccio (l'altro era fermo sul fianco).
3) Come prima appoggiando i piedi al bordo ad una profondità
che varia fra i 30 e 60 cm. Ci si ritrova a pancia in su.
4) Allenarsi sulla sola spinta dal muro in posizione idrodinamica, sull'arrivo
nel quale bisogna toccare il muro con la mano come nella virata Dorso-Rana
(contare le bracciate da fare per arrivare al muro dall'altezza delle
bandierine) e sull'uscita.
5) Nuoto a vite: ruotare con il corpo facendo
una bracciata a Crawl e una a Dorso.
6) Eseguire la virata a Dorso rovesciata.
7) Eseguire la virata a Crawl spingendosi dal
bordo con la pancia ancora su; ci si gira mentre si muovono le gambe.
8) Perfezionare la virata a Crawl anticipando
la rotazione del corpo.
1) Allenarsi sull'arrivo con tocco a due mani con braccia bene distese e ultima gambata potente. Al tocco flettere subito le ginocchia.
2) Effettuare la rotazione del corpo e la successiva spinta facendo attenzione al movimento corretto delle braccia. Prima della spinta le spalle devono essere alla stessa altezza.
3) Allenarsi sull'uscita e sui movimenti della Rana subacquea nel caso di virata Rana. Nel Delfino e Rana-Crawl bisogna uscire dall'acqua terminata la fase di spinta delle braccia muovendo le gambe a Delfino.
Progressione didattica per imparare le virate
Delfino-Dorso e Dorso-Rana:
1) Seguire i passi precedenti con le opportune modifiche tecniche.

